Lisa Gardner entrò nella doccia completamente immersa nei suoi pensieri. Erano mesi che svolgeva ricerche sullo stesso tema. Le sembrava di aver trovato qualcosa di interessante ma non riusciva a capire come mettere insieme tutti i tasselli. Aveva bisogno di un aiuto, di qualcuno che le chiarificasse i concetti. Era convinta che al di sotto delle simbologie svelate nelle piante dei complessi architettonici che studiava si nascondessero dei codici e negli ultimi giorni non pensava ad altro.
Quella sera a Roma pioveva a dirotto. Era fine ottobre e nel cielo si avvertiva il sapore dell’autunno. Lisa Gardner soleva trascorrere le sue giornate in assoluto studio. Sapere che sarebbe giunta a conclusioni inaspettate da un lato la turbava e da un altro lato la emozionava. Si trovava a Roma da due anni. Era stata mandata dall’Università di Harvard per svolgere studi sull’Architettura di regime e in particolare sugli impianti di Piacentini. Aveva dedicato attenzione alla struttura della città universitaria e all’E42.
Quella mattina era stata a villa Borghese a studiare la pianta della città universitaria. Mentre si trovava immersa nei suoi carteggi un uomo di bassa statura, dai capelli bianchi e con degli strani occhiali blu le si era avvicinato. L’aveva salutata educatamente e le aveva chiesto il permesso di potersi sedere. Poi si era informato su cosa stesse elaborando. Quando Lisa Gardner gli mostrò i le carte l’uomo iniziò a raccontargli di una misteriosa leggenda conservata nel cuore di Roma. Si trattava di una serie di racconti collegati al ritorno della Madre eterna, e all’inizio di una nuova èra. Lisa era rimasta stupita di come alcuni passaggi potevano ben collegarsi ai simboli trovati nelle piante dei suoi edifici ma non proferì parola. L’uomo cercò di indagare cosa in realtà avesse scoperto Lisa ma lei cercò di camuffare i suoi dubbi con discorsi elusivi.
Lo strano incontro le aveva lasciato un senso di inquietudine. Prima di andare via l’uomo con gli occhiali blu le aveva lasciato un biglietto da visita dicendole che se avesse avuto bisogno di aiuto sarebbe stato ben disponibile ad offrirglielo. Sul biglietto si leggeva: sir Burt Bottonelli, curatore di uffici.
Lisa conservò il biglietto nella borsa e l’uomo dagli occhiali blu le sorrise soddisfatto.
Mentre Lisa si insaponava riportava a mente cosa avrebbe dovuto dire esattamente all’astrologa. Aveva un appuntamento a casa sua alle dieci. Avrebbe portato con sé le piante dei suoi studi e le avrebbe spiegato il motivo per cui aveva deciso di rivolgersi a lei. L’astrologa era una donna molto bella con un enorme cultura in studi classici. Leggeva i geroglifici egiziani e si occupava di astrologia in modo serio da molti anni. Aveva pubblicato alcuni studi sulla New Age ed era un esperta in profezie. Lisa Gardner aveva competenze nel settore molto limitate ma era riuscita a vedere che dietro la pianta del Rettorato della città universitaria di Piacentini si nascondeva il simbolo di Urano. Dopo parecchi mesi trascorsi a valutare la scoperta e a studiare la mitologia classica correlata aveva deciso di rivolgersi alla famosa astrologa per mostrarle la sua scoperta.
Uscì dalla doccia bollente infreddolita cercando a tastoni l’accappatoio. Indossò un vestito da casa e si diresse in cucina per preparare la cena. Piadina di funghi e besciamella. Mangiò con calma e poi si preparò per uscire.
L’astrologa l’aspettava nel suo attico vicino Piazza Venezia. Era una donna molto ricca e soleva stare in casa con vestaglie di seta dai colori sgargianti. Quella sera l’accolse con un abito di organza blu come il mare dai grandi drappi bianchi. Aveva una collana di abbondanti coralli e dei pendenti di ebano. La sua casa era immersa in cristalli e quarzi di tutti i tipi. All’entrata una grande agata dava il benvenuto agli ospiti e numerosi sonagli vibravano nelle stanze. Il salotto dell’astrologa era di un rosso cupo e un tavolino di legno intarsiato con ricami d’oro troneggiava al centro della stanza. Le servì del tè in un servizio di porcellana vietnamita. Anche se era fine ottobre l’astrologa girava in casa con degli infradito tempestati di pietre dure. Sotto i coralli vi era un amuleto, o così sembrava, con un triangolo e un cerchio circoscritto. Diceva che era un regalo degli dei.
- allora qual è esattamente il tuo problema, my dear?
Sorrise amabilmente l’astrologa mentre Lisa sorseggiava il tè al bergamotto.
- codici. Vi sono dei codici all’interno della città universitaria di Piacentini. Ne ho registrato fondamentalmente uno, che è quello che più mi turba.
Prese la mappatura dei suoi studi e gliela porse.
- il Rettorato con la facoltà di Giurisprudenza a sinistra e Lettere a destra, con la statua della Minerva davanti formano in pianta il simbolo di Urano. Ho studiato la simbologia di Urano per mesi ma non sono riuscita a decifrare niente. Che significa?
L’astrologa guardò il disegno accigliata. Poi con le sue lunghe e snelle mani smaltate di rosa tracciò alcuni segni. Sorrise.
- la Minerva guida il carro. Rimanda a qualcos’altro my dear, è un segno. Il simbolo di urano in pianta è un carro trainato corrispondente alla carta numero 7 dei tarocchi che è appunto il Carro. In questo disegno c’è scritto che la Minerva guida il carro di Urano verso la vittoria.
- Quale vittoria?
- Non so.
- La Minerva è collegata al sapere e al segno della Vergine. Essendo la città universitaria si predice che il sapere guida all’èra di Urano. Troppo facile.
- L’èra dell’Acquario?
- Si.
- ma non dovremmo esserci già?
- Ci siamo già ma la data ufficiale dell’entrata nell’èra è il 21 dicembre 2012, la fine del calendario Maya e il ritorno degli dei.
Lisa pensò all’uomo con gli occhiali blu della mattina a villa Borghese e alla storia del ritorno della Madre eterna così raccontò il fatto all’astrologa che ascoltò attentamente.
- forse un seguace dell’Ordine della Lupa. Si tratta di un antica congregazione romana che aspetta il ritorno della sacerdotessa rea Silvia, l’allevatrice di Romolo e Remo nonché vestale dei templi romani, devota al dio Marte. Ma non so dirti di più. Molte loro teorie sono segrete. Se hai i suoi contatti puoi provare a vedere cosa ha da dire.
- Quindi il simbolo di Urano è semplicemente una traccia secondo lei?
- Credo di sì. Ma potrebbe essere qualcosa di più. In realtà indica una data astrologica. Il carro vincerà quando Giove in trigono a Nettuno saranno sestili a Saturno, Mercurio in opposizione traina il Carro. È un rovesciamento di poteri, di ordini. L’avvento di un nuovo ordine. L’ordine giovane, l’ordine figlio.
- Il ’68.
- Possibile. Effettivamente è da lì che inizia una nuova èra per tutti.
- Quindi fu profetizzato il ’68…
- Il 1968 nei tarocchi è scomponibile come il bagatto dell’eremita e gli amanti della giustizia. È un anno che ha dentro la giustizia. L’anno in cui si è lottato per il diritto allo studio di tutti.
- Ma c’è stata della violenza.
- Tutte le rivoluzioni hanno con sé della violenza. È la storia, my dear. Tutto ha un prezzo. E il prezzo che vuole l’evoluzione sociale è il sangue.
- Ma Minerva non è una sanguinaria, non è Marte.
- Vero.
- Quindi forse si tratta di un’altra data. È una rivoluzione senza spargimenti di sangue.
- My dear, dovrei controllare con più dati. Questi sono troppo pochi. Cos’altro hai scoperto?
- Ci sono pentagoni. Spesso appaiono pentagoni.
- Molto bene. All’interno del pentagono può iscriversi una stella a cinque punte. Il significato astrologico della stella è riconducibile a come si determina l’èra. Nell’èra dell’acquario la punta si trova in sagittario, il braccio sinistro dove si fa la storia in acquario e il braccio destro dove si fa l’arte in vergine, il piede sinistro in ariete e il piede destro in cancro.
- Che vuol dire?
- Troppo complesso. Sono i parametri delle cinque essenze dell’umanità: dio, la storia, l’arte, la politica e il sociale. Come essi si muovono. Minerva sta nell’arte.
- Quindi una rivoluzione artistica.
- Ci siamo già. Oggi tutto è arte.
- Una protesta artistica.
- Potrebbe.
L’astrologa guardò ancora il simbolo cercando di carpire qualche altro elemento ma non trovò più niente.
Lisa Gardner lasciò l’attico dell’astrologa con ancora più dubbi. Si trattava di una profezia? Di una data astrologica? Di una ricorrenza? O forse non significava semplicemente niente ma era solo l’auspicio che il sapere avrebbe condotto la Giustizia e la Letteratura come fonti primarie dell’evoluzione civile?
L’avvento del Moderno, ripeteva nella sua testa. Ma nel Moderno ci siamo bene o male già tutti.
Lisa Garnder tornò a casa sotto una pioggia battente. Appena entrata estrasse il biglietto da visita di Bottonelli dalla sua borsa. Non sapeva neanche lei bene il motivo per cui l’avrebbe fatto, ma nella sua prossima mossa avrebbe chiamato lui.
voglio il resto……..
Valentina,
questo racconto, mi piace molto per la scrittura, piana, chiara, scorrevole, ma è difficile, estremamente complesso da capire. Mi sono lasciato del tempo prima di parlartene, confidando di chiarirmi le idee nel proseguo…
che però ci lesini.
Me ne stavo dimenticando… quando oggi una strana congiunzione di eventi (o stelle) me l’ha riportato alla mente, ma ancora non ho trovato il seguito.
E’ un peccato lasciarlo così…
Non ci sarà un seguito perchè questo racconto sta diventando un romanzo. Spero di finirlo quanto prima.