Come riporta Reppublica da un reportage di Antonio Amendola i ninja esistono ancora:
“nella palestra dell’istituo tecnico Ruiz del quartiere Eur di Roma le immagini del kendo e dell’aikido, discipline antichissime nate in Giappone in epoca medioevale, ma oggi divenute un vero sport. Nel rispetto di principi e regole che sono parte integrante della filosofia zen. Nelle foto il maestro Augusto Basile e i suoi allievi.”
Sarà che sono cintura blu di karate… Sarà che ho dovuto interrompere precocemente le arti marziali perchè il maestro aveva trasferito la palestra in un’altra città… Sarà che il fascino del kimono e delle spade è sempre suggestivo…
Sarà il mistero macabro delle storie sulle boccette di veleno che ogni ninja portava con sé in caso di cattura avversaria… Sarà che erano le guardie speciali dell’imperatore… Sarà che praticavano le arti marziali a livello più eccelso… Sarà che si narra avessero il potere di dileguarsi nell’oscurità… Sarà che si dice potessero anche volare…
Ma quando vedo i ninja mi batte sempre il cuore.



Ciao,
sono l’autore di quel reportage.
Sono contento che sia piaciuto!
A presto,
Antonio
Ciao Antonio Amendola,
complimenti per il lavoro svolto.
Mi è piaciuto molto.
Grazie per il tuo intervento.
Passerò sul tuo sito e lo linkerò nel mio blogroll.
A presto,
Valin
http://www.antonioamendola.com/
è linkato a lato nella barra del blogroll
se ti piace il kendo ho altre foto di quel servizio su flickr
http://www.flickr.com/antonioamendola
e poi ti consiglio di praticarlo. E’ un’arte marziale meravigliosa
Avevo già visto anche gli album di Flickr.
Belli.
Veramente molto belli.
Beh… grazie per il consiglio…
Però dopo karate non ho mai più pensato di praticare nessun arte marziale.
è un po’ come se appartenesse al tempo della mia adolescenza.
Adesso vado normalmente in palestra a fare fitness.
Un po’ come evoluzioni necessarie che ti allontanano dai mondi magici del passato (prima la danza, poi la ginnastica artistica, poi il karate)…
e adesso… step and tone, bicicletta, attrezzi, gags e tipologie di fitness vario ed eventuale…
ma forse meglio così: aumentano proprio i gioielli in quello scrigno segreto dei ricordi che poi quando solo ti sfiorano ti batte il cuore, magari proprio guardando una bella foto fatta bene.
non posso darti torto!
voglio incontrare un ninja il prima possibile!!!
C’è molto di più di questo, nella via del ninja e comunque attorno alla sua figura. Qui vedo qualche stereotipo. La tradizione effettiva è ancora viva e portata avanti nel mondo da persone che hanno ricevuto gli insegnamenti diretti da chi ha ereditato i menkyo kaiden delle antiche scuole (v. Hatsumi Masaaki). La tradizione effettiva (senza risalire alle origini delle arti marziali), risale al 1000 dc circa.
Queste cose si possono studiare e soprattutto praticare in tutto il mondo (anche in Italia) in un’arte marziale viva e in continuo sviluppo.
Chi cerca trova.
Concordo con ciò che dice Hideo e lo confermo, io stesso ad oggi pratico ad oggi il Budo Tai Jutsu (disciplina che comprende il ninjutsu).
C’è molto di più di ciò che “filtra” nello stereotipo del ninja cui siamo abituati.
E per praticare il Ninpo sicuramente non c’è bisogno di essere supereroi iperatletici nè oscuri vendicatori stile Batman.
Come ha detto Hideo:
Chi cerca trova.
Aggiungo.
Chi chiede ottiene risposta.
Salve a tutti!
Intanto grande blog! complimenti! spero un giorno di riuscire anche io a crearne uno così ampio in tutti i sensi!
Navigavo quà e la e mi sono imbattuto su questa pagina ceh ha catturato la mia attnzione. Non ho avuto modo di leggere l’articolo originale, ma della citazione fatta dall’autrice di questo intervento, una frase detta sull’aikido (i cui particanti si dicono Aikidoka, non Ninja.. quelli praticano Ninjutsu, ma questa è solo questione di linguaggio tecnico) mi ha lasciato piuttosto interdetto…
cito: “kendo e dell’aikido, discipline antichissime nate in Giappone in epoca medioevale, ma oggi divenute un vero sport”
per il kendo, come per karate, judo, tae kwon do, nulla da obiettare…. ma definire, o peggio ancora considerare, “sport” l’aikido toglie a quest’arte marziale qualsiasi traccia di quel poco del “significato del praticare” che ci è pervenuto a noi occidentali dal Giappone. Chi fa Aikido non pratica uno sport, ma prima di tutto uno studio, una ricerca.
Lo stesso vale per il Ninjutsu o Ninpo (mi trovo d’accordo coi commenti lasciati da Hideo e Sho).
Non definiamoli sport, è un modo di vivere.
Salve!!
Essendo una degli appartenti del dojo del Maestro Basile e al tempo stesso praticante del Budo tai Jutsu, la risposta e il commento sono doverosi. Innanzitutto ringrazio l’autrice di questo articolo per averci dato spazio come kendoka e come fautori di una delle più longeve tradizioni marziali giapponesi. Infatti, anche se è vero che il ken-do (“Via della Spada”) così per come noi lo conosciamo ha preso forma ai primi del secolo scorso, i suoi kata, le sue forme, le sue regole, tutto prende origine da differenti e antichissime ryu (“scuole”, ma inteso anche come “stili”). La Via della Spada è via antica, anche se ora viene appresa con tecniche moderne, ed è diventata un do, un modo di essere, moderno erede dell’antica filosofia di vita samurai. Ma MAI confondere la via di un samurai con quella di un ninja. Esse sono profondamente differenti. Ed entrambe meritano rispetto, come qualsiasi vero artista marziale dovrebbe sapere. Stereotipi non ne ho visti, sviste qualcuna, pregiudizi sì. Tutte le vie meritano rispetto, ragazzi. Rifllettiamoci tutti, sia che voi siate shinobi, aikidoka, o semplici kendoka. Grazie per lo spazio concesso.
io pratico il tang lang quan del nord e del sud vorrei capire la differenza tra gli stili